Saturday, January 24, 2015

Elezioni in Grecia; perché ci auguriamo che vinca Alba Dorata

AlbaDoratabanchetto
Giuseppe Provenzale*
Da tempo, Forza Nuova usa paragonare l’attuale scenario economico e sociale della vicina Grecia a quello italiano; sappiamo di non aver toccato il fondo, come i nostri vicini del Mediterraneo sono stati costretti a fare, ma le premesse sono identiche: due nazioni e due popoli, da sempre faro di Civiltà per l’Europa e per il mondo, ridotti ad un umiliante commissariamento dai medesimi poteri forti antinazionali, costretti, in nome di un debito artificiale, vera catena ai polsi e alle caviglie, a compromettere il futuro di intere generazioni.
Due classi politiche di camerieri privilegiati e dalle alterne fortune che si fingono coraggiosi capitani al timone, quando sono incapaci e impotenti, se non nel promettere di fare quel che “ci chiede l’Europa”, imputando la ratio di ogni male alla corruzione, all’evasione fiscale, alla colpevole prodigalità dei singoli cittadini che avrebbero vissuto – oh, masse incoscienti! – al di sopra delle proprie possibilità.
Siamo, dunque, sicuri che, oltre alle medesime premesse, così continuando, anche un identico baratro si aprirà sotto ai nostri piedi: riduzione delle pensioni, “congelamento” delle tredicesime, ogni anno potrebbero essere le ultime, ulteriore disoccupazione, fallimenti, suicidi sempre più numerosi, rinuncia ai servizi essenziali.

Ne siamo certi, perché solo rifiutando il debito e tornando alla proprietà popolare della moneta si potrà iniziare una ricostruzione; ma anche chi, e sono in tanti, non si fa particolari illusioni sulle chiacchiere riformiste, anche chi mostra di iniziare a comprendere, si sforza, tuttavia, di voler credere che qui in Italia non avverrà, che un qualche imbonitore rassicurante potrà salvarci, magari con uno degli ultimi vampireschi, straordinari prelievi fiscali, senza dover abbandonare le comode distrazioni dalla vita reale a cui siamo assuefatti: perché noi siamo l’Italia e la Grecia è solo un brutto sogno che non sarà mai la nostra realtà.
La dignità è in pericolo, la rabbia sale, ma la narcosi borghese è ancora forte, così come è forte la fede profana in ciò che dice la televisione, il bisogno rassicurante di credere nelle promesse di facce un po’ meno vecchie provenienti da vecchi, ma in fondo altrettanto rassicuranti, partiti, nelle repentine conversioni di personaggi che vengono condotti a parlare al consueto domicilio mediatico, senza che sia necessario abbandonare un comodo divano pagato a rate.
Salvini, Meloni, adesso anche l’esotica Le Pen, dopo Grillo e i suoi superstiti cittadini, vengono – e lo fanno in prima persona, senza doverli cercare sul web – ad arricchire l’offerta dei palinsesti, toccano le corde giuste, parlando un linguaggio che piace, chiamando ad un semplice voto alle prossime elezioni, un voto a cui tornare dopo tante astensioni, permettendo a tutti di sentirsi leoni a costo zero, possibilmente nell’intervallo della partita.
Ma, il prossimo 25 gennaio, ecco che torna la Grecia, un popolo in ginocchio che si appresta a votare con sorprendente assiduità, perché nulla cambia e perché i suoi veri padroni non hanno ancora deciso di farla finita con la farsa democratica che serve a legittimarne in qualche modo le nefandezze senza fine.
I nuovi personaggi della politica in TV fanno, allora, puntuali e all’unisono, il loro mestiere da star televisive; perché, sotto al Partenone, nella terra che fu di Leonida e di Platone, convergono, con nobile disinteresse di parte, nell’augurarsi che vinca chi, a casa loro, dicono di annoverare tra i nemici: la sinistra antinazionale, pro gay, pro immigrazione, moderatamente antiEuro di Tsipras; ignorando gli impresentabili di Alba Dorata che, proprio da quei poteri euro tirannici che gli stessi imbonitori da talk show dichiarano di non sopportare, subiscono una delle più incredibili persecuzioni che un sistema “democratico” abbia mai attuato contro un avversario politico.
La pietra d’inciampo della Troika, Xrysh Aygh, per stessa ammissione di uno come Juncker (presidente della Commissione europea NdR), non viene neanche nominata e si fa il tifo per una sinistra manovrabile che non tocca il cuore dei problemi e che condivide il copione della dissoluzione con i suoi perversi sceneggiatori e registi.
Salvini, Le Pen, Meloni … non solo mettono la testa sotto la sabbia ed evitano Alba Dorata, ma lanciano le proprie patenti perbeniste oltre gli steccati, per augurarsi la vittoria della sinistra marionetta Tsipras. Marionette, destre, anche loro?
In attesa di ulteriori verifiche, Forza Nuova aspetta di registrare ancora una volta ciò che accade da qualche anno nelle consultazioni elleniche: il consolidamento e la crescita dei nostri camerati di Alba Dorata, membri con FN del partito europeo APF, perché l’amore per la Patria e per la dignità del popolo greco ha da tempo rotto gli indugi del perbenismo borghese; con la speranza, niente affatto segreta, che i paragoni con la Grecia possano presto trovare un’ulteriore conferma anche in Italia, grazie alla crescita di una forza che della coerenza e del discernimento ha fatto la propria regola di condotta, a costo di apparire impresentabile a chi ha preteso di presentare la propria sicurezza borghese per una posizione panoramica, da cui è possibile osservare, e giudicare, l’operato altrui.
Ci conosciamo, sappiamo che solo Forza Nuova ha il profilo giusto per fare gli interessi di una Patria martoriata che gli ultimi prodotti del partitismo non possiedono; solo FN, come Alba Dorata, sa che i popoli hanno un destino da riconquistare; solo FN ha quel profilo rivoluzionario necessario a far risorgere la speranza.
*Vicesegretario nazionale Forza Nuova
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