Sunday, November 2, 2014

IN RICORDO DEI CAMERATI GRECI CADUTI


E' passato un'anno da quando scrivevamo queste righe:
"Due giovani militanti di Alba d'Oro, Manos Kapelonis e Giorgos Fountoulis di 20 e 23 anni sono stati uccisi qualche ora fa; è successo davanti alla sede del loro movimento dove all'improvviso da una moto sono scese due persone mascherate che ha sparato una raffica contro di loro.


Contro Alba d'Oro ed i suoi militanti sono state vomitate nell'ultimo anno tonnellate di insulti, di accuse, di calunnie; la stessa tattica che il progressismo -- neomarxista o meno -- utilizza per colpire l'avversario; si inizia coll'offesa e la diffamazione e alla fine spuntano sempre i loro frutti marci: la prevaricazione e la violenza.
Si urlavano a squarciagola i metodi violenti di Alba d'Oro e la si è colpita giudiziariamente, incarcerando deputati eletti dal popolo, mentre nell'ombra delle loro logge i cravattari internazionali, intoccabili, continuano a muovere i loro sudici fili, protetti dal fuoco di sbarramento della cultura nichilista che impedisce alla cultura della Nazione di svolgere liberamente la sua propaganda e di manifestare liberamente le proprie idee e tra queste la prima, la sovranità.
Si inizia con l'ingiuria e la diffamazione, poi arriva la galera, infine il piombo; tutto fila liscio, tutto è maledettamente logico.
Può darsi che in qualche circostanza i metodi di Alba d'Oro siano stati sbrigativi; ma quei ragazzi, quei militanti, quei deputati difendevano la loro gente, la loro terra, la loro libertà e la loro risolutezza era direttamente proporzionale alla durezza della battaglia che andavano affrontando contro un nemico mille volte più forte di loro.
La risposta del sistema non s'è fatta attendere; che siano stati terroristi comunisti o terroristi di Stato (per provocare reazioni che affossino Alba d'Oro) non cambia molto. E' roba già vista."

Come da tragica abitudine gli assassini sono tutt'ora non identificati.



FORZA NUOVA - MILANO