Wednesday, June 20, 2012

Elezioni in Grecia: Alba Dorata fa il bis. Deluso chi pensava che destra estrema fosse un fuoco di paglia




di Furio Morroni

Chi in Grecia, e non solo, aveva sperato che con le elezioni odierne sparisse dal Parlamento il partito di estrema destra Chrysi Avgì (Alba dorata, formazione con forti connotazioni filo-naziste e razziste) è senz’altro rimasto deluso. La formazione guidata da Nikos Michaloliakos era finita in Parlamento per la prima volta nella sua storia il 6 maggio scorso ottenendo il 6,97% delle preferenze ed oggi ha fatto il bis, almeno secondo le proiezioni ufficiali, con il 6,95%. Sarà così presente nel nuovo parlamento con 19 seggi, solo due in meno di quelli conquistati un mese fa. La riconferma di questo risultato assesta un duro colpo non solo alle speranze dell’elettorato democratico ellenico ma anche alle analisi di quei commentatori che si erano detti sicuri che Chrysi Avgì non avrebbe ripetuto il successo ottenuto nelle cosiddette “elezioni della rabbia”, in cui, per reazione contro i partiti tradizionali, gli elettori avevano votato per ripicca a favore delle formazioni politiche più estremiste. Tant’e vero che Chrysi Avgì ha ampiamente scavalcato a destra lo stesso partito Laos – considerato già un bastione della destra greca più retriva – che non ha superato né il 6 maggio né oggi la soglia del 3% per entrare in Parlamento, a differenza delle legislative del 2009 in cui aveva ottenuto 15 seggi.



La linea durissima contro il crimine, contro l’immigrazione illegale (tanto da arrivare a proporre di minare le frontiere) e l’espulsione forzata dei clandestini ha senz’altro contribuito ad attirare sulle liste di Chrysi Avgì i voti di un elettorato stanco e confuso ma, soprattutto, arrabbiato con i soliti partiti percepiti come quelli che, vuoi per incompetenza vuoi per corruzione, hanno portato il Paese allo sfascio. Altissimo il gradimento tra i giovani. Ciò che faceva sperare per un serio ridimensionamento di Chrysi Avgì nelle elezioni odierne era proprio la violenza innata nella sua ideologia che era subito esplosa all’indomani delle elezioni in diversi episodi di aggressioni contro immigrati e omosessuali nel centro di Atene ma anche in altre città. Addirittura c’era chi avrebbe giurato che – a piantare l’ultimo chiodo nella bara di Chrysi Avgì – fosse stato il recente exploit del portavoce del partito, Ilias Kasidiaris, il quale, nel corso di una trasmissione in diretta sulla tv Antenna, aveva prima gettato un bicchiere d’acqua addosso a Rena Dourou, parlamentare del partito di sinistra Syriza e quindi aveva preso a schiaffi e pugni la deputata comunista Liana Kanelli. Inspiegabilmente, invece, sembra che Chrysi Avgì abbia tratto vantaggio anche da quel deprecabile episodio. Tanto da far proclamare oggi orgogliosamente a Michaloliakos che “dal sesto partito del Paese siamo diventati il quarto e combatteremo contro il Memorandum all’interno e all’esterno del Parlamento”. E’ questo ciò che preoccupa: i metodi con cui gli aderenti di Chrysi Avgì “combattono” quando sono fuori dal Parlamento non sono tra i più democratici. (Fonte Ansa, 17/06/2012)

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