Wednesday, October 21, 2009

Roberto Fiore, Paolo Berizzi, “bande nere” e Forza Nuova



Venerdì 9 ottobre,

si è svolto a Milano, presso i locali di Presidio, l’incontro con il Segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, ed il giornalista Paolo Berizzi, inviato del giornale “La Repubblica” ed autore del libro “Bande Nere”.

L’incontro, organizzato dal circolo milanese di Ordine Futuro e da Forza Nuova Milano, si è incentrato proprio sul libro-inchiesta del Berizzi, lavoro attraverso il quale il giovane autore ha cercato di descrivere il fenomeno della cosiddetta destra radicale italiana, con particolare attenzione al suo radicamento tra i giovani.

Davanti ad un foltissimo pubblico, Paolo Berizzi ha spiegato le ragioni che lo hanno indotto a scrivere un libro come “Bande Nere” e si è sottoposto ad un fuoco di fila di domande ed osservazioni da parte di un pubblico attento ed in buona misura indignato per il contenuto ed il “taglio” del libro, ritenuto superficiale e diffamatorio, nonché potenziale fomentatore di odio ingiustificato e gratuita proscrizione.

Dal canto suo Roberto Fiore ha colto l’occasione per spiegare al giornalista/scrittore un po’ di cose su FN: la sua origine, le sue idee e le ragioni del consenso che riscuote, specie tra i giovani, nonostante il pressoché totale ostracismo che la circonda. All’autore è fatto notare, garbatamente ed in maniera argomentata, che le sue “nobili” intenzioni – ossia l’idea di fare del buon giornalismo d’inchiesta, volto a raccontare ai lettori un fenomeno sociale e politico crescente, scevro dai soliti pregiudizi e luoghi comuni – sono sostanzialmente naufragate, avendo egli ceduto alla tentazione di adottare il solito cliché, tipico delle “inchieste” giornalistiche e “politiche” sulla “destra radicale” prodotte dalle “penne” al soldo dell’antifascismo in servizio permanente effettivo.

In particolare, al Berizzi è stata contestata la deprecabile leggerezza nella scelta delle fonti ed anche le inesattezze e falsità relative a specifici episodi narrati nel suo libro.

Qualcuno ha sollevato dei dubbi sul senso dell’iniziativa: perché dare spazio e fare pubblicità ad un autore e ad un libro a noi ostili? In effetti il libro di Paolo Berizzi non ha nulla di speciale, è solo l’ultimo, in ordine cronologico, di una serie di testi sulla cosiddetta destra radicale scritti da personaggi della sinistra: un concentrato di luoghi comuni, tipici dell’antifascismo più gretto (a questo riguardo il sottotitolo è eloquente: “Come vivono, chi sono e chi protegge i nuovi nazifascisti”).

Chi ha voluto organizzare l’evento, lo ha fatto per avere un confronto pubblico con chi pretende di parlare e scrivere di noi senza avere sufficientemente (o per niente, in molti casi) parlato con noi, senza conoscerci; con chi pretende di “spiegarci agli altri”, a chi magari sa poco o nulla di noi, senza sapere nulla di noi: chi siamo, cosa facciamo, quali sono le ragioni delle nostre scelte. Abbiamo voluto offrire pubblicamente all’autore, un’occasione per colmare le sue lacune e rimediare: c’è sempre, o quasi, la possibilità di rimediare ai propri errori. Starà a Paolo Berizzi, alla sua serietà ed onestà intellettuale far tesoro dell’esperienza fatta.